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Antenne a quei due

testo di Gianluigi De Stefano, foto di Alessandro Albert

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25 novembre 2009

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Astronauti persi nello spazio su cui nessuno volle mai fare ammissioni. Le frequenze su cui viaggiavano quei segnali, tuttavia, erano indubitabilmente quelle sovietiche. I due fratelli non si fermarono: il 12 aprile 1961 rivelarono in anteprima all'Italia le parole di "Cedro", soprannome scelto da Yuri Gagarin per le comunicazioni via radio durante il suo volo nello spazio: «Sono in assenza di peso... vista meravigliosa... la Terra è azzurra». Poche settimane dopo la missione di Gagarin le antenne dei fratelli captano la voce di una donna. Nella registrazione, ormai famosa, si sente la voce di una certa Ludmilla che segnala l'aumento della temperatura nell'abitacolo, urla, vede fiamme. «Probabilmente la sua navicella aveva preso fuoco al rientro nell'atmosfera». La notizia scotta e la propaganda di Radio Mosca sferra la controffensiva: il notiziario in lingua italiana cita per nome i fratelli di Torino smentendo le loro affermazioni. «La Fiat, in odor di business con l'Unione Sovietica, ci aveva messo a disposizione i suoi traduttori dal russo», ricordano i fratelli. Ma quelli doveva-no fare i conti con le pressioni del Kgb. I dirigenti Fiat avvertirono i due radioamatori di non fidarsi e loro chiesero aiuto alla sorella. «Imparò il russo a tempo di record e fu lei a tra-durre le conversazioni spaziali».
Sconfitta l'Unione Sovietica, tocca agli Stati Uniti. Il 20 febbraio 1962 la Nasa spedisce in orbita il primo americano, John Glenn. A differenza dei russi, che diffondevano infor-mazioni sulle loro operazioni solo a cose fatte - e non sempre - la Nasa aveva ampiamente preannunciato la missione, tenendo però segrete le frequenze radio su cui avrebbe co-municato con l'astronauta. Non aveva fatto i conti con Achille e Giovanni Battista. «Trovammo una foto dell'ammaraggio di una navicella Mercury dove si vedeva un'antenna a filo. Bastava calcolarne la lunghezza per dedurne la frequenza». In loro soccorso, questa volta, corse il padre, medico legale. Rapportando la misura dei crani dei sommozzatori nella foto e calcolando la distorsione dovuta all'angolatura della ripresa, ottennero la lunghezza dell'antenna. Avevano la frequenza. «Registrammo anche la voce di Glenn dallo spazio».
Gli americani non seppero di essere stati giocati fino a che i due fratelli varcarono la soglia della Nasa, grazie a un premio vinto con Mike Bongiorno e il suo quiz "La fiera dei sogni". I due italiani seminarono il panico quando accesero il loro registratore con la voce di Glenn. Ne nacque una trattativa: gli specialisti americani ottennero da loro le frequenze sovietiche che cercavano da tempo ma in cambio dovettero sganciare quelle poche della Nasa che ancora mancavano ad Achille e Giovanni Battista. «A ripensarci sembra un so-gno», riflette oggi Achille. Ma in una notte sola tante storie tutte insieme non entrerebbero mai.

25 novembre 2009
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